La storia delle politiche ciclistiche in Francia: dagli umili inizi a un obiettivo nazionale.

Pubblicato il 27/12/2024

L'ascesa delle politiche ciclabili in Francia è una testimonianza affascinante della trasformazione delle abitudini di mobilità e del tempo libero. Dai primi sviluppi degli anni '1970 all'avvento delle reti europee e nazionali di piste ciclabili e aree verdi, questa storia è caratterizzata da iniziative locali, attori determinati e continui progressi tecnici.

Gli inizi delle infrastrutture ciclabili in Francia (1976-1993)


Negli anni '1970, il cicloturismo iniziò ad emergere come attività popolare, ma le infrastrutture adeguate rimasero scarse. Nel 1976, gli articoli di Michel Delore in Le Monde Offrirono una visione rivoluzionaria, descrivendo una rete embrionale di piste ciclabili in lastre di cemento nella regione delle Landes, resti di un'antica infrastruttura militare. Questi testi contribuirono a creare un mito attorno a questi percorsi e a suscitare interesse per il cicloturismo.


Parallelamente, stavano nascendo strutture dedicate allo sviluppo del ciclismo:


  • 1980: Creazione di FUBicy (oggi FUB): Federazione francese degli utenti di biciclette ) a Strasburgo, su iniziativa di Jean Chaumien, con l'obiettivo di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto urbano.
  • 1989: Il Club des Villes Cyclables fu fondato a Bordeaux da Hélène Desplats e divenne una forza trainante per il miglioramento delle infrastrutture ciclabili locali.


All'inizio degli anni '1990 emersero i moderni concetti di percorsi ciclabili. In Svizzera, già venivano pubblicati opuscoli che proponevano itinerari ciclabili interurbani, mentre nei Paesi Bassi reti come la LF1 Noordzee divennero iconiche. In Francia, la FFCT (Federazione francese del cicloturismo) introdusse il concetto di "cicloroute", destinato principalmente ai ciclisti amatoriali.

Gli inizi istituzionali: un risveglio nazionale (1994-1997)


Fu durante il mandato di Michel Barnier come Ministro dell'Ambiente nel 1994 che prese forma l'idea delle "piste ciclabili". Sebbene il termine fosse stato preso in prestito da un concetto esistente, catalizzò la creazione di un comitato nazionale per il monitoraggio delle politiche ciclistichesegnando un impegno pubblico senza precedenti.


In questo periodo si è assistito anche a:

  • Il Belgio ha lanciato il suo programma RAVeL (Rete Autonoma delle Strade Lente) nel 1995.
  • L'emergere del progetto EuroVelo da parte del Federazione ciclistica europea (ECF), che prevede la pianificazione di 15 percorsi ciclabili transnazionali.


L'anno 1997 ha segnato una pietra miliare cruciale con la creazione del Percorso verde Givry-Cluny in Borgogna. Estendendosi per oltre 44 km, è il risultato del lavoro di André Gentien, sindaco di Buxy.

Questo traguardo fondamentale ha ispirato la creazione delAF3V (Associazione francese delle piste ciclabili e delle aree verdi ) e l'organizzazione di Primi incontri ferroviari europeiche ha portato alla fondazione dell'AEVV (Associazione europea delle vie verdi ).

Una struttura nazionale: il sistema nazionale delle piste ciclabili (1998-2006)


Nel 1998, il governo francese ha adottato un piano nazionale dei percorsi ciclabiliQuesto evento ha segnato una svolta nell'istituzionalizzazione delle politiche ciclabili. Jean-Marie Tétart, funzionario del Ministero delle Infrastrutture, ha svolto un ruolo chiave in questo sviluppo, progettando una rete coerente che integra le piste ciclabili e pedonali nei contratti di pianificazione statale-regionale.


I seguenti sviluppi rafforzano questo quadro:

  • 2000: Adozione della "Dichiarazione di Lille", che chiede una rete verde europea integrata.
  • 2001: Creazione del Missione nazionale per le piste ciclabili e le aree verdi (MN3V)responsabile dell'attuazione del programma nazionale.
  • 2004: Pubblicazione di un decreto che definisce le greenways come infrastrutture vietate al traffico motorizzato, rafforzandone la sicurezza e l'attrattiva.


Parallelamente, la creazione dell'associazione Ciclismo & Territori L'iniziativa del 1999 si è rivelata decisiva. Questa rete, inizialmente composta da dipartimenti, svolge un ruolo chiave nella realizzazione di progetti ciclabili, garantendo il coordinamento tra le diverse autorità locali.

Sfide contemporanee: diversificazione e governance condivisa (2007-2017)


Il periodo 2007-2017 è stato caratterizzato da una proliferazione di attori coinvolti:

  • ilAF3V continua a promuovere le piste ciclabili, pubblicando regolarmente guide per evidenziare i percorsi.
  • Le Club delle città e dei territori ciclistici svolge un ruolo di primo piano nel finanziamento e nella valutazione delle infrastrutture urbane.


Tuttavia, lo scioglimento della MN3V nel 2014 ha segnato un declino del coinvolgimento diretto dello Stato. La gestione delle piste ciclabili è ora affidata a enti regionali e associazioni di cittadini, il che evidenzia le disparità territoriali nello sviluppo e nella manutenzione delle reti.

Ciclismo & Territori In questa nuova configurazione, l'associazione diventa quindi un attore centrale, fungendo da interfaccia tra le autorità locali e gli enti pubblici. L'associazione si impegna ad armonizzare gli approcci e a promuovere un aumento dei finanziamenti.


In parallelo, l'approccio Francia Vélo Tourisme è stata lanciata nel 2012 dal governo francese per promuovere il cicloturismo. L'associazione è stata fondata da esperti del settore turistico e ciclistico, a cui si sono unite le tre principali federazioni turistiche che rappresentano le regioni, e ora tutti raggruppati insieme all'internoDNA turistico (Federazione nazionale delle organizzazioni turistiche istituzionali)

Da allora si è occupata di missioni promozionali e di comunicazione, dell'implementazione del marchio "Accueil Vélo" (Benvenuto ai ciclisti), dell'armonizzazione della segnaletica e della numerazione dei percorsi, dello sviluppo di nuovi itinerari interregionali e del monitoraggio dell'impatto economico sul mercato.

Sviluppi recenti e prospettive future (2017-2024)


Dal 2017, diverse iniziative hanno migliorato l'attrattiva e l'accessibilità delle infrastrutture ciclabili:

  • 2019: Lancio del Mappa della bici dal governo, con un budget di 350 milioni di euro in 7 anni, con l'obiettivo di creare 1000 km di piste ciclabili aggiuntive.
  • 2020: La crisi sanitaria legata al COVID-19 sta accelerando la realizzazione di piste ciclabili temporanee, le cosiddette "piste ciclabili del coronavirus", molte delle quali, visto il successo riscosso, stanno diventando permanenti.
  • 2023: Adozione del Piano nazionale per la ciclabilitàpianificazione per l'integrazione delle piste ciclabili nei piani di mobilità urbana.


Le strutture esistenti continuano a svolgere un ruolo chiave in questi sviluppi:

  • ilAF3V mantiene il suo ruolo di monitoraggio sui percorsi, pubblicando rapporti sullo stato di avanzamento del progetto nazionale.
  • Le Club delle città e dei territori ciclistici Promuove l'intermodalità tra bicicletta e trasporto pubblico.
  • Le autorità locali, come le aree metropolitane di Strasburgo e Nantes, stanno investendo ingenti somme nelle reti urbane per incrementare la quota modale della bicicletta.


Vélo & Territoires, che ha ormai ampliato la sua rete a quasi 220 membri, è all'avanguardia di queste trasformazioni. Integrando i principi del programma Francia 2030L'associazione partecipa attivamente alla definizione delle priorità strategiche nazionali:

  • Creare una rete ciclabile strutturata di 100.000 km.
  • Raggiungere una quota modale del 12% per l'utilizzo della bicicletta.
  • Rendere la Francia la destinazione leader a livello mondiale per il cicloturismo.

Il 1° gennaio 2025 segnerà un traguardo importante con il fusione di Vélo & Territoires e del Club des Villes et Territoires Cyclables per formare il Rete ciclabile e pedonale una struttura ancora più solida per rappresentare le comunità impegnate nella mobilità attiva.

Le sfide di oggi e di domani


Nonostante i progressi compiuti, rimangono diverse sfide da affrontare:

  • Finanziamenti sostenibili: Nonostante l'aumento dei finanziamenti, le esigenze di manutenzione e ampliamento delle infrastrutture rimangono superiori ai budget stanziati.
  • Equità territoriale: Le aree rurali e le periferie urbane soffrono ancora della mancanza di infrastrutture ciclabili adeguate.
  • Istruzione e consapevolezza: Integrare il ciclismo nelle abitudini quotidiane richiede impegno e apprendimento fin dalla più tenera età.
  • Integrazione europea: L'armonizzazione degli standard ciclistici tra i paesi membri è un obiettivo chiave per rendere più uniformi i percorsi transfrontalieri.


il programma Francia 2030Con la sua visione ambiziosa, questo piano offre una risposta a queste sfide. Elaborato in collaborazione con rappresentanti delle autorità locali, operatori del settore turistico e della mobilità e utenti, questo piano condiviso traccia una rotta chiara:

  • Bilanciare i territori attraverso una rete ciclabile coerente.
  • Trasformare la bicicletta in uno strumento di mobilità e salute pubblica.
  • Posizionare la Francia come leader mondiale nel cicloturismo.
  • Riunire le parti interessate nazionali ed europee attorno a un obiettivo comune.

Con obiettivi quali il quadruplicamento dei finanziamenti e il completamento di importanti progetti infrastrutturali per il ciclismo, questo programma incarna un forte impegno a posizionare la Francia come leader mondiale nel cicloturismo e nella mobilità ciclistica. L'imminente fusione delle due principali associazioni nel 2025 offre inoltre la speranza di un migliore coordinamento e di una governance più efficace.